Perchè manca il ricambio generazionale e perchè le donne sono poco presenti?

In una delle ultime convention del nostro settore a cui ho partecipato, mentre il relatore parlava di tecnologia, interattività, comunicazione e futuro, ho guardato le  persone sedute in sala, i miei colleghi dealer: erano perlopiù uomini ultracinquantenni, qualche donna e qualche giovane.
Sappiamo che il nostro paese sta invecchiando, ma la domanda che sorge spontanea è perchè i giovani, che pur ci sono, non entrano nel mondo office?
Giovani e tecnologia mi pare un binomio perfetto, forse lo è meno donne e tecnologia, comunque la realtà è che questo settore è in mano ad uomini e di una certa età.

Azzardo qualche ipotesi.

Il nostro è un lavoro difficile che si svolge in un mercato maturo già da molti anni. La concorrenza è spietata e le case produttrici hanno schierato già da molto tempo le loro organizzazioni dirette sul territorio, con una disponibilità di uomini e mezzi che il concessionario non ha.  Un dealer per sopravvivere deve faticare molto e soprattutto deve essere molto motivato. Ci vuole carattere, determinazione e ostinazione. Tutti i miei amici dealer presentano queste caratteristiche, sono uomini di forte tempra.
C’è però un problema. Molte di queste persone sono in questo mercato da circa 30/40 anni e si muovono quasi sempre  con le stesse modalità (si sa l’uomo è un animale abitudinario) . Non sono in grado di produrre un cambiamento nell’ approccio al mercato. Spesso non lo desiderano nemmeno. Gli va bene così. Fin che dura!

Le nuove generazioni non entrano nelle nostre aziende, i nostri stessi figli non lo fanno, perchè siamo diventati ingombranti, facciamo da tappo. Siamo talmente pieni della nostra personalità e dei nostri schemi, delle nostre armature, delle nostre abitudini manageriali  che gli  lasciamo poco spazio vitale e questo accade anche in molti altri settori. C’è un gap generazionale molto profondo. E’ come se facessimo parte di due mondi diversi. La comunicazione è  veramente difficile. Da una parte gli  ultracinquantenni  pensano che i giovani siano solo interessati al “divertimento seriale” (happy hour, discoteche, uscite con amici ecc.) dall’altro i giovani nel divertimento trovano la loro distrazione e a volte non capiscono che per riuscire bene nella vita bisogna concentrarsi e spesso sacrificarsi.

Ho parlato con molti ragazzi. Hanno l’idea che il mondo è dei “vecchi”,  che formano una barriera umana ed economica contro cui loro sono perdenti. Non ci provano nemmeno e si allontanano,  vanno addirittura a cercare soluzioni in altri paesi, senza pensare che questa nostra Italia  ha proprio bisogno di loro.
Amo i giovani e mi piace confrontarmi con loro perchè  sono vitali, pieni di un’energia nuova, sono intelligenti. Il mio più stretto collaboratore è un ragazzo di quasi trent’anni. E’ per me fonte di ispirazione continua. Hanno l’allegria e da non sottovalutare il fatto che sono nativi digitali.

Un’azienda senza giovani diventa asfittica, morente, triste.
Auspico per il futuro che i ragazzi facciano un pò i conti con la loro autostima, che in questi periodi non eccelle di certo, e che i cinquantenni facciano qualche sforzo in più per comprendere ed integrare.

Le donne sono un’altra speranza importante per questo settore. E’ noto che le donne abbiano un cervello più composito del maschio. Usiamo di più l’emisfero destro, quello delle novità, delle innovazioni, del nuovo che, insieme all’empatia, sviluppata nel corso dell’evoluzione, ci possono permettere di dare nuova apertura a questo settore e al lavoro in genere.

Recentemente ho conosciuto in Sharp due meravigliose ragazze, Lucia ed Elisabetta, rispettivamente titolari della S.T.L. di Bassano del Grappa  e della Nikita srl di Milano che hanno avuto il coraggio di scegliere le aziende di famiglia per continuare ciò in cui i propri genitori hanno investito tutta la vita. Sono giovani, intelligenti, umanamente piacevoli e fanno molto bene il loro lavoro.

C’è da augurarsi che altre donne e altri giovani le seguano perchè è vero che il settore è difficile, ma ha anche molto da offrire perchè la tecnologia è innovazione, cambiamento, opportunità. Bisogna saper cogliere, ma bisogna anche credere con convinzione di esserne capaci.

L’azione segue il pensiero, se c’è l’idea, il sogno e la convinzione, qualcosa di buono sicuramente accade.

Vi lascio con un estratto di un film che a me piace molto (1492 – La conquista del paradiso). Cristoforo Colombo (Depardieu) che ha scoperto l’America parla con il nobile spagnolo Sanchez (Assante). Spero sia di ispirazione per tutti..

Maria Teresa Guerra

Lavoro nel settore office da molti anni. Mi occupo della parte commerciale e relazionale.
Le mie più grandi passioni sono il mio lavoro, la psicologia, la letteratura e la cultura in generale. Potrebbero sembrare interessi distanti, invece si integrano perfettamente. Ogni cliente, fornitore o collega, prima di essere un ruolo, è una persona ed ogni persona nasconde interi mondi da scoprire. La persona è per me centrale in ogni tipo di relazione e nel mio lavoro.
La mia massima preferita:
“Ognuno è un genio, ma se si chiede a un pesce di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la vita a credersi stupido” (A.Einstein)

Per contattarmi puoi scrivermi a: guerra@aarongroup.it